Scegliere la giusta potenza del contatore è uno dei modi più efficaci per risparmiare sulla bolletta senza toccare i consumi. Molte persone non lo sanno, ma una parte del costo della bolletta dell’energia dipende proprio dalla potenza impegnata, cioè dalla quantità di energia che il tuo impianto può richiamare contemporaneamente.
Quali sono i rischi? Se è troppo bassa, rischi che “salti la luce”. Se è troppo alta, paghi per qualcosa che non usi mai perché una parte dei corrispettivi fissi di distribuzione e degli oneri di sistema sono pagati in €/kW/mese (diverso dai consumi che si pagano in €/kWh)
Cos’è la potenza del contatore?
La potenza impegnata è il “tetto massimo” che il tuo contatore può erogare in un dato momento. Non riguarda il consumo totale della casa, ma l’uso simultaneo degli elettrodomestici. È per questo motivo che la luce salta quando la lavatrice, il forno, la piastra ad induzione, il phon, il climatizzatore, il boiler elettrico, sono accesi contemporaneamente o comunque in una combinazione di questi.
Quanta potenza serve davvero? (Regola generale)
Ecco, quindi, come capire qual è la potenza davvero adatta alla tua casa.
- 3 kW → Appartamento medio, uso domestico standard
Perfetto per famiglie con elettrodomestici comuni, la cucina a gas e un uso normale dei dispositivi per un massimo di 2–3 apparecchi energivori accesi insieme. È la potenza più diffusa in Italia.
- 4,5 kW → Case più grandi o utilizzo intenso
Consigliata se ti capita di usare forno elettrico e lavatrice contemporaneamente, hai il piano a induzione, utilizzi più climatizzatori, lavori o giochi spesso da casa con molta elettronica. È il compromesso ideale tra comfort e flessibilità. Inoltre, la dimensione dell’abitazione e il numero di stanze spesso richiedono una dotazione energetica maggiore, es. se hai 2 bagni potrebbe capitare che 2 persone utilizzino il phon contemporaneamente.
- 6 kW o più → Grandi abitazioni o impianti energivori
Serve quando hai pompe di calore importanti, utilizzi impianti professionali, hai una villa o un’abitazione su più piani, utilizzi molti elettrodomestici nello stesso momento. È la soluzione per chi non vuole mai preoccuparsi dei sovraccarichi.
Perché la potenza influenza il costo della bolletta?
Semplice: più potenza hai, maggiore è la quota fissa che paghi ogni mese, anche se non la usi. La potenza impegnata è un canone stabilito dall’Autorità (ARERA) e si somma al costo dell’energia che realmente consumi. Se hai più potenza del necessario, stai pagando per qualcosa che non usi.
Come capire se la tua potenza è quella giusta?
Se la luce salta spesso, la potenza è troppo bassa. Succede quando il contatore non riesce a gestire il carico degli elettrodomestici accesi insieme. Se non vuoi rinunciare al comfort, in questo caso è meglio aumentare la potenza.
Se non salta mai, hai più di 3kW e non usi molti apparecchi insieme, probabilmente hai una potenza troppo alta, in questo caso puoi ridurla e risparmiare sulla quota fissa della bolletta.
Attenzione: hai installato nuovi elettrodomestici? Cambio cucina da gas a elettrico, climatizzatori aggiunti, pompa di calore: ogni modifica può richiedere una potenza superiore.
Il metodo più preciso: analizzare i consumi reali
I contatori elettronici di nuova generazione registrano quanta potenza utilizzi davvero durante la giornata. Grazie a questi dati è possibile vedere i picchi di assorbimento del mese, le fasce orarie in cui consumi di più, la potenza realmente utilizzata e l’eventuale margine di sicurezza disponibile (considera che il distributore ti concede sempre un 10% di tolleranza prima di staccare la corrente). Analizzando questi dati si sceglie la potenza ottimale, senza indovinare.
Vuoi sapere qual è la potenza giusta per te? Facciamo una valutazione gratuita analizzando consumi, abitudini e impianto domestico.
Vuoi metterti in contatto con noi?
Compila il form ti chiameremo nel giorno e nell’orario che preferisci.
