Canone TV, cos’è e perchè
lo trovi direttamente in bolletta

Apri la bolletta della luce, scorri le voci una dopo l’altra e a un certo punto ti imbatti in una spesa che non ha nulla a che vedere con kilowatt e quanto tempo hai tenuto accese le luci. È il Canone TV, una voce ricorrente che spesso lascia perplessi, soprattutto perché si trova proprio lì, nella bolletta elettrica.

Sebbene non riguardi l’uso dell’energia e non dipenda da quanto consumi, dal 2016 lo Stato ha deciso di inserirne il pagamento direttamente nella bolletta della luce per chi ha una fornitura elettrica domestica residenziale attiva. La scelta nasce dall’esigenza di rendere il versamento più semplice e ridurre l’evasione, evitando bollettini separati e scadenze aggiuntive da ricordare.

In questo modo il canone viene riscosso in automatico, senza che il cittadino debba fare altro se non leggere con attenzione la propria bolletta.

Canone TV, di che si tratta e quando si paga

Il Canone TV è un’imposta stabilita dallo Stato italiano per finanziare il servizio pubblico radiotelevisivo. Viene introdotto negli anni Trenta, quando radio e televisione iniziano a entrare nelle case come strumenti di comunicazione. L’idea alla base è sostenere un servizio pubblico che non dipenda solo dalla pubblicità o da logiche commerciali, ma che svolga una funzione culturale, informativa ed educativa rivolta a tutti i cittadini.

Ancora oggi il Canone viene considerato un contributo alla produzione e alla diffusione dei contenuti della radio e della televisione pubblica, con l’obiettivo di garantire un’offerta pensata per l’interesse collettivo, indipendente dalle dinamiche del mercato.

Perché il tuo fornitore non c’entra con il Canone

Un punto che genera spesso confusione riguarda il ruolo del fornitore di energia elettrica. È importante chiarire che chiunque esso sia non decide nulla sul Canone TV. Non stabilisce se devi pagarlo, non può eliminarlo dalla bolletta e non può rimborsarlo.

Il suo compito è esclusivamente tecnico. Inserisce l’importo in bolletta e lo incassa per conto dell’Agenzia delle Entrate. Tutto ciò che riguarda esenzioni, dichiarazioni di non detenzione o richieste di rimborso viene gestito direttamente dall’Agenzia. Per questo motivo, rivolgersi al servizio clienti della luce per problemi legati al canone porta quasi sempre a un nulla di fatto.

Non guardo la tv, perché devo pagare il Canone?

È una delle domande più comuni, ma la risposta non riguarda le abitudini personali, se guardi o meno la televisione. Non importa se la accendi poco, se segui solo piattaforme di streaming o se non guardi i canali tradizionali. Quello che conta è il possesso di un apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo all’interno della casa di residenza. Anche una TV utilizzata solo per Netflix o altri servizi online rientra in questa definizione, perché dal punto di vista tecnico può comunque ricevere i canali TV.

Il canone non si paga solo nel caso in cui non si possieda alcun televisore. In questa situazione, però, l’esenzione non è automatica. Va presentata ogni anno una dichiarazione di non detenzione all’Agenzia delle Entrate entro le scadenze previste. Se la dichiarazione non viene inviata, il sistema presume il possesso della TV e il canone continua a comparire in bolletta.

Cosa succede se hai due case

Quando si hanno due abitazioni, il dubbio è: il Canone TV va pagato due volte? La risposta è no. Il canone si paga una sola volta per nucleo familiare ed è legato esclusivamente alla casa di residenza, quella in cui cioè si ha la residenza anagrafica.

Non conta quante abitazioni possiedi e non conta nemmeno quante televisioni hai in totale. Anche se in ogni casa è presente una TV, l’addebito resta unico e compare solo sulla bolletta della luce relativa all’abitazione di residenza. La seconda casa, se non è residenziale, non genera un secondo pagamento del canone.

Quanto costa il Canone TV oggi e come lo vedi in bolletta

Per il 2026 il Canone TV ha un costo complessivo di 90 euro all’anno. Il pagamento è suddiviso in dieci rate da 9 euro, che vengono inserite nelle bollette della luce da gennaio a ottobre.

L’importo che vedi su ogni bolletta dipende semplicemente da quanto spesso la ricevi. Se la bolletta è mensile, il canone compare ogni mese con una quota di 9 euro. Se invece la bolletta arriva ogni due mesi, l’addebito è di 18 euro, perché include più rate insieme. In entrambi i casi, il totale annuale resta invariato.
Questa suddivisione serve a rendere la spesa più sostenibile e a distribuirla nel corso dell’anno, evitando un pagamento unico più pesante e rendendo il canone meno impattante sul bilancio familiare.

Nuove attivazioni e utenze aperte a metà anno

Quando attivi una nuova fornitura di energia elettrica nel corso dell’anno, per esempio dopo un trasloco, una voltura o un subentro, il Canone TV non viene addebitato per intero. Non paghi automaticamente tutte le dieci rate previste da gennaio a ottobre, perché il sistema tiene conto del momento in cui la fornitura diventa attiva.

In questi casi, infatti, il canone viene ricalcolato in base ai mesi effettivi di fornitura. Se la luce viene attivata a metà anno, il pagamento del canone parte da quel momento e copre solo i mesi rimanenti. Questo evita di far pagare importi riferiti a periodi in cui l’utenza non era ancora attiva.

Se paghi solo la luce e non il Canone

Può capitare che qualcuno, leggendo la bolletta, decida di pagare solo la parte relativa ai consumi elettrici e di escludere l’importo del Canone TV. In questi casi il pagamento della luce va comunque a buon fine, ma il canone risulta non versato. Il fornitore di energia segnala quindi il mancato incasso all’Agenzia delle Entrate, che è l’ente incaricato di occuparsi della riscossione dell’importo dovuto.

Questa situazione non ha effetti sulla fornitura elettrica. Il mancato pagamento del solo Canone TV non può portare alla sospensione della luce, perché il canone è una tassa separata rispetto al servizio di fornitura energetica. La corrente, quindi, continua ad arrivare regolarmente. Per quanto riguarda il canone, sarà L’Agenzia delle Entrate a gestire il recupero secondo le normali regole fiscali.